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CRIMINI ECOLOGICI


L’inquinamento ambientale è una scena del crimine dinamica, nella quale le eventuali tracce lasciate dai responsabili del reato, a differenza dei danni provocati, svaniscono rapidamente: infatti non dimentichiamo che il luogo dei fatti è principalmente l’ambiente aperto, non circoscritto, quindi fiumi, boschi, campi, che per loro natura spesso intervengono immediatamente con propri processi di autodepurazione nel tentativo di ripristino del danno. La tempestività di intervento per assicurare le fonti di prova è pertanto determinante ed è fondamentale più che mai standardizzare quanto possibile le procedure e seguire modalità di intervento codificate.
Dai rapporti di settore ottenuti basandosi sui dati forniti dalle Forze di polizia risulta che smaltimento illecito di rifiuti, traffico illegale di animali selvatici, abusivismo sono i reati contro l’ambiente che più frequentemente si commettono, tre reati contro l'ambiente ogni ora. Il quadro normativo che disciplina la tutela dell’ambiente in Italia è molto complesso. In applicazione di normativa nazionale e comunitaria, tale quadro è fornito da un lato dal Testo unico ambientale (Dlgs 152/06) dall’altro da altre norme nazionali e regionali di settore.
Da un punto di vista penale purtroppo gli organi giudiziali fino ad oggi sono stati costretti ad applicare norme satellite o meglio fattispecie generali di reato non riguardanti direttamente questioni ambientali, attraverso operazioni interpretative effettuate da pubblici ministeri, magistrati e organi di polizia, mentre con l’introduzione di reati specifici gli operatori giuridici avrebbero a disposizioni strumenti ad hoc da adottare per gli eco-crimini. Va detto infatti che da un lato è necessario modificare la disciplina sull’ambiente per renderla più chiara per la sua applicazione e dall’altra la necessità di riconoscere agli illeciti ambientali una valenza di reato autonomo.

Violazioni alla normativa vigente nel settore della Tutela del territorio quali le disposizioni che disciplinano l’attività urbanistico-edilizia, tutela delle zone di particolare interesse ambientale, distruzione e/o depauperamento di bellezze naturali, disboscamenti, furto e danneggiamento di piante, polizia fluviale, cave, miniere, torbiere, tutela delle acque captate per utilizzazioni idriche, etc.;, tutela della fauna (protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio, CITES, maltrattamento animali, polizia veterinaria, protezione degli animali durante il trasporto, etc.), tutela della flora (CITES, norme quadro per la raccolta e commercializzazione funghi epigei e tartufi, divieto di abbattimento alberi di ulivo, etc.), incendi, aree protette, discariche e rifiuti(attuazione direttive europeee, organizzazione traffici illeciti), inquinamenti (idrico, atmosferico, del suolo, acustico, etc.), tutela della salute.


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