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RILEVAZIONE
DELLE MENZOGNE
[premessa]
L'International
Crime Analysis Association è all'avanguardia in Italia per le sperimentazioni
sulle tecnologie per la rilevazione delle menzogne in ambito investigativo
e di business intelligence.
Il Centro di Psicologia Applicata dell'ICAA dispone infatti di strumentazioni
sofisticate in grado di evidenziare le modifiche fisiologiche che sopravvengono
quando si sta dicendo una bugia.
L'applicazione di tali tecnologie, unitamente alla capacità di
osservazione da parte dell'operatore specializzato, costituiscono un utilissimo
strumento investigativo.
Vi presentiamo le principali tecnologie impiegate dall'ICAA:
il
poligrafo (detto "la macchina della verità")
Nel
1939, L. Keeler inventò la famosa “macchina della verità”,
poligrafo o Lie Detector, uno strumento che registra i cambiamenti fisiologici.
Attualmente lo strumento è stato notevolmente raffinato e raggiunge
elevati livelli di attendibilità.
Il poligrafo non rileva direttamente la menzogna, ma solamente segni di
alterazione neurovegetativa e cambiamenti fisiologici prodotti in maniera
principale dalle emozioni.
Il sospettato viene indicato come colpevole se sul grafico la sua attività
neurovegetativa è maggiore in risposta alla domanda cruciale rispetto
alle altre.
L'ICAA impiega sia il poligrafo digitale che quello analogico
voice
stress analyzer
Il
VSA (Voice Stress Analyzer) confida sulla misurazione dello stress indotto
da cambiamenti dovuti a microtremori della voce.
Tali cambiamenti sono dovuti a tremori associati a contrazioni di muscoli,
determinando oscillazioni al minuto ad una frequenza tra i 10 e i 12 hertz
(cicli al sec.).
Quando una persona mente, la quantità di sangue nelle corde vocali,
diminuisce come risultato dello stress e quindi diminuisce la vibrazione.
il VSA può essere utilizzato anche al telefono, non ci sono connessioni
con il corpo del soggetto, una registrazione fatta in precedenza può
essere valutata in seguito, il soggetto può essere ignaro del fatto
di essere intervistato e che questa intervista potrebbe essere in seguito
analizzata. Lo strumento utilizzato in laboratorio sfrutta un computer
dedicato
rilevazione
termica del viso
Tra
le ultime “tecniche” rivelatrici di menzogna c’è
un particolare tipo di telecamera che riprende immagini termiche del viso.
La teoria sottostante all’impiego di tale strumento è che
il dire menzogne provocherebbe un’improvvisa affluenza di sangue
in alcune parti del viso, ed in maniera peculiare vicino gli occhi.
Tale afflusso è poco percepibile ad occhio nudo, ma la telecamera,
in virtù della propria impressionabilità al calore non ha
difficoltà a recepirlo.
osservazione
del comportamento
La
maggior parte delle teorie sugli indicatori involontari delle menzogne
si basano sull’assunto che un soggetto, quando mente, deve effettuare
un “lavoro psicologico” per compensare una serie di tensioni
provenienti dalla sua mente.
La mente umana, tranne situazioni particolari, è infatti programmata
per fornire delle risposte veritiere attingendo alle informazioni sedimentate
nella memoria e a meccanismi di elaborazione logica di tali informazioni.
Il processo di socializzazione, inoltre, tende a far percepire alla maggior
parte degli individui la produzione delle bugie come qualcosa di riprovevole
che comporta una serie di sensi di colpa e la dissonanza con il quadro
di riferimento etico-morale.
L’ansia di essere scoperto, unita alla consapevolezza di effettuare
un’azione moralmente inaccettabile implica così l’insorgere
in molti “bugiardi” di sensazioni di disagio psicologico e
fisico, dovuto prevalentemente a:
sforzo di utilizzare la fantasia per fornire un elemento plausibile senza
trovare informazioni nella memoria stabile;
spostamento/riduzione dell’attenzione dalla conversazione per dedicarsi
allo “sforzo creativo” della menzogna;
fastidio derivante dalla consapevolezza di ingannare l’interlocutore;
ð timore di fornire
una versione dei fatti improbabile e di essere scoperto;
timore di contraddirsi in seguito ed essere scoperto;
Secondo
alcuni studi ci sarebbero addirittura delle diverse attivazioni emisferiche
del cervello nel momento in cui si produce un racconto menzognero.
Per “inventare” una situazione sarebbero infatti maggiormente
impegnati i settori del cervello deputati alla creatività (dovendosi
creare una realtà inesistente) mentre sarebbero meno attivati i
settori deputati al ragionamento logico-descrittivo.
In generale quindi la produzione di bugie comporta un incremento dell’ansia
e del livello emozionale, con attivazioni psicologiche anomale (che si
rispecchiano in microazioni) e spesso con alterazioni neurofisiologiche
di funzioni normalmente correlate alle emozioni (temperatura del corpo,
tonalità della voce, movimenti oculari, modifica di parametri vitali
eccetera).
L’individuazione di questi indicatori psicologici e fisici costituisce
quindi la strada per tentare di riconoscere le bugie nell’interlocutore,
attraverso la semplice osservazione o mediante l’impiego di strumenti
tecnologici. Naturalmente, i segni che un operatore addestrato può
rilevare sono soltanto degli indizi di menzogna e come tali bisogna trattarli
e non considerarli come prove certe.
Ci sono infatti persone che possono tradire emozioni sospette anche in
caso affermazione veritiera, poiché hanno una struttura di personalità
fragile e facilmente influenzabile.
In tale contesto si può commettere un errore del tipo falso positivo,
ovvero si crede che la persona stia mentendo e quindi sia "colpevole"
quando invece non lo è. Infatti, ci sono diversi motivi per cui
un soggetto che dice la verità potrebbe diventare ansioso e nervoso
durante un interrogatorio e far sospettare, così, di essere un
bugiardo, come ad esempio il timore di essere scambiato per un bugiardo.
Non dimentichiamo inoltre che un’apparente menzogna può essere
legata ad un’anomalia di fissazione dei ricordi nella memoria del
soggetto.
Per imparare a rilevare i segni di menzogna, competenza indispensabile
da utilizzare anche quando si impiegano delle tecnologie come il poligrafo,
occorre svolgere un training presso un centro specialistico.
Articoli
specialistici sull’argomento sono disponibili per i soci ICAA all’interno
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